obscuroLa parola oscuro si riferisce nella nostra lingua all’assenza di luce o chiarezza che prevale in uno spazio o luogo interno. Va notato che è più comune usare la parola oscuro invece di obscuro per riferirsi al buio senza la b, anche se con entrambe le proposte si intende la stessa cosa: la mancanza di luce o chiarezza. Questa stanza è molto buia, vi consiglio di aggiungere un’illuminazione generale. A quest’ora la strada è già molto buia, fate attenzione quando uscite.

Quindi, i luoghi bui hanno poche fonti di illuminazione, di luce, e questo rende difficile vedervi, proprio come accade di notte, che è appunto caratterizzata dall’assenza di luce. Gli esseri umani e gli animali si sono fisicamente adattati alla mancanza di luce nel processo evolutivo, ed è per questo che le pupille degli occhi si dilatano in presenza di oscurità, facilitando un maggiore ingresso di luce nell’occhio.

Anche noi usiamo molto questa parola in relazione alle persone e ai colori. Per esempio, quando si dice di qualcuno che è oscuro, significa che è caratterizzato dall’avere un’origine conosciuta o dal nascondere sempre le cose. E quando si parla di colore, il nero è il colore che viene popolarmente associato all’oscurità.

Per contro, chiamiamo oscurità l’assenza di luce visibile o ciò che è visibile all’occhio umano.

La parola che si oppone direttamente a quella che ci interessa è luce, che si riferisce giustamente alla presenza di una grande quantità di luce.

D’altra parte, la parola buio ha un uso metaforico molto diffuso nelle opere letterarie, soprattutto nella poesia, e anche nel campo dell’arte, per indicare stati d’animo come depressione, tristezza, angoscia, solitudine e anche il male. Questo è fondamentalmente a causa dell’impatto emotivo negativo che la mancanza di luce ha sulla maggior parte delle persone.

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